Il ruolo degli ormoni nella risposta sessuale femminile

L’articolo di oggi è della sessuologa Dr.ssa Sara Rosato.

Dall’adolescenza alla terza età la sfera sessuale subisce diversi cambiamenti che dipendono da fattori organici, psichici, relazionali, educativi e culturali; tra questi, gli ormoni giocano un ruolo molto importante nel determinare tali trasformazioni.
Per approfondire la funzione che gli ormoni esercitano sulla risposta sessuale femminile può risultare utile, però, avere prima qualche informazione su quegli ingranaggi che muovono il nostro comportamento sessuale.
Le teorie più recenti della sessuologia suddividono la risposta sessuale in cinque fasi: desiderio, eccitamento, plateau, orgasmo e risoluzione, ognuna della quale apporta terminate trasformazioni sia a livello fisico che psicologico.
Il desiderio sessuale è il risultato di un complesso processo attivato da specifici stimoli ambientali (come l’incontro con una persona da cui ci sentiamo attratti o un profumo che associamo ad un ricordo eccitante) o da fantasie sessuali ed è regolato da fattori intrapsichici, relazionali, educativi e biologici.
La fase dell’eccitamento consiste nella percezione di cambiamenti psicofisici che spingono la persona a mettere in atto comportamenti sessuali; a livello genitale, nella donna si manifesta con la dilatazione e lubrificazione vaginale, un’intensa congestione vascolare nella zona genitale esterna e l’erezione della clitoride. La fase di plateau rappresenta un momento di piacere molto intenso che sfocia poi nell’orgasmo. In questa fase nel corpo femminile avvengono una serie di contrazioni riflesse, volontarie e ritmiche dei muscoli e dei tessuti che circondano l’accesso vaginale e i muscoli delle pelvi; anche l’utero si contrae durante l’orgasmo. L’ultima fase della risposta sessuale è rappresentata dalla risoluzione, momento in cui il corpo si rilassa, i cambiamenti fisiologici rientrano nei parametri normali, i muscoli si distendono e solitamente si sperimentano sensazioni di benessere.
In questo importante e complesso processo, gli ormoni sessuali svolgono un compito rilevante, soprattutto nelle fasi del desiderio e dell’eccitamento; questo spiega in parte il motivo delle oscillazioni del livello di desiderio sessuale nelle diverse fasce d’età e in determinate situazioni (come i mesi di gestazione o il periodo del post gravidanza).

Quali sono gli ormoni che agiscono sulla sfera sessuale?
Il sistema ormonale maggiormente responsabile della riproduzione e del comportamento sessuale prende il nome di ipofisi anteriore-gonadi, che produce ormoni liberati dall’ipotalamo, le gonadotropine e gli steroidi.
Tra questi rientra l’ossitocina, un ormone peptidico che stimola le contrazioni uterine durante il travaglio e favorisce il desiderio e l’eccitazione sessuale. Recenti studi hanno riconosciuto a questo ormone un ruolo chiave nel mantenimento delle relazioni sentimentali e delle relazioni interpersonali in generale; per questo motivo viene chiamato “ormone dell’amore”.
Altre sostanze che svolgono un’importante azione nella risposta sessuale (e non solo) sono gli androgeni, gli estrogeni e i progestinici, ormoni steroidei che vengono prodotti soprattutto dalle gonadi e dalla corteccia surrenale. Questi sono coinvolti in tutte quelle modificazioni fisiologiche che si verificano dalla fase del desiderio a quella dell’orgasmo.
Gli androgeni sono fondamentali nello sviluppo psicosessuale, in quanto producono nei maschi lo sviluppo delle caratteristiche sessuali primarie secondarie durante la pubertà. Il testosterone, androgeno più conosciuto, rappresenta inoltre il carburante necessario ad attivare la risposta sessuale.
Nella donna, invece, lo sviluppo delle caratteristiche sessuali viene svolto principalmente dagli estrogeni, anche se una piccola quantità di androgeni agisce sullo sviluppo dei genitali esterni. Gli estrogeni, inoltre, contribuiscono alla produzione della lubrificazione vaginale e sono responsabili dell’ovulazione.
Sia gli androgeni che gli estrogeni influiscono sulla risposta sessuale femminile, apportando cambiamenti a livello organico ma agendo anche a livello psichico.

Per entrare nello specifico, ci potrebbe tornare utile pensare alle oscillazioni del livello di desiderio sessuale che spesso si sperimentano nei vari stadi del ciclo mestruale. La fase follicolare e la fase ovulatoria rappresentano due momenti in cui il corpo produce una maggiore quantità di estrogeni, motivo per cui molte donne manifestano un aumento del desiderio sessuale; allo stesso tempo, le continue oscillazioni ormonali che precedono le mestruazioni possono influire negativamente sulla libido, soprattutto in quelle donne che riportano importanti sintomi fisici e psicologici nel periodo premestruale.

Un’altra fase della vita in cui spesso si sperimentano problematiche sessuali è la menopausa, periodo in cui gli estrogeni si riducono in maniera importante, causando sia calo del desiderio che secchezza vaginale, condizione che spesso rende doloroso il rapporto penetrativo.

Riporto infine un’altra condizione caratterizzata da importanti cambiamenti ormonali: la gravidanza e il post parto. Per quanto riguarda la sfera sessuale, la diminuzione di testosterone che si verifica nel primo trimestre di gestazione può influire negativamente sulla libido, anche se, allo stesso tempo, la presenza di progesterone può apportare un miglioramento nell’attività sessuale, a causa dell’irrorazione sanguigna nei tessuti vaginali che rendono la zona più sensibile.
Il secondo trimestre, invece, è caratterizzato da un ulteriore aumento di progesterone, che facilita la vasocongestione e la lubrificazione dei genitali, garantendo un’attività sessuale molto soddisfacente.
Con la nascita del bambino, ulteriori variazioni ormonali possono causare una perdita di interesse sessuale. In particolar modo, una maggiore produzione di prolattina, ormone che stimola l’attività del sistema che secerne latte nelle ghiandole mammarie (definito anche l’ormone dell’accudimento), è correlata ad un calo del desiderio sessuale, in quanto antagonista degli estrogeni. Questo è uno dei motivi, ma non l’unico, per cui le donne che allattano spesso ripongono la sessualità in un cassetto.
Quelle appena descritte sono fasi dell’arco di vita in cui i cambiamenti ormonali possono incidere, sia positivamente che negativamente, sulla sfera sessuale. Ovviamente esistono altre condizioni che generano gli stessi effetti e mi riferisco ai casi di specifiche patologie organiche o comunque a quelle condizioni cliniche in cui sono presenti squilibri ormonali.

L’acquisizione di informazioni sul modo in cui il sistema endocrino influisce sulla sessualità può aiutarci a comprendere i complessi processi che modulano le varie fasi della risposta sessuale. Allo stesso tempo mi preme sottolineare che gli aspetti biologici rappresentano solo una piccola parte di elementi che influiscono sulla sessualità, in modo particolare per quanto riguarda la donna, il cui benessere sessuale è fortemente correlato, invece, a fattori psicologici.
Approfondire i significati personali che si attribuiscono alla sessualità e riflettere su quegli elementi che ci consentono di viverla in modo sereno ed appagante rappresentano dei passi importanti per affrontare, anziché subire passivamente, eventuali conseguenze negative che gli squilibri ormonali potrebbero apportare al nostro organismo.