La ripresa della sessualità nel post partum

Oggi vi lascio semplicemente alle parole della Drssa Sara Rosato.

La nascita di un bambino è un evento che porta con sé gioia e un’esplosione di amore; rappresenta un progetto di coppia di valore inestimabile che, nonostante le intense emozioni positive, inevitabilmente provoca anche importanti cambiamenti nella vita di entrambi i genitori, sia dal punto di vista psicologico che pratico, dalla riorganizzazione della vita quotidiana alla gestione del tempo.
Anche la sfera dell’intimità subisce un cambiamento in questo periodo e, per molte coppie, la ripresa della sessualità nel post partum non avviene in modo immediato e naturale, a causa di fattori sia fisici che psicologici.
Ad esempio, se il parto è stato difficile, fastidi e dolori possono ritardare ulteriormente la ripresa dell’atto sessuale; allo stesso tempo altri fattori possono provocare un calo della libido: l’allattamento, la trasformazione del corpo, il sonno e la stanchezza, il tono dell’umore instabile, il piacere del contatto corporeo con il bambino che non lascia spazio al desiderio sessuale.
Per quanto riguarda l’uomo, invece, la resistenza a riprendere la sessualità può derivare da cambiamenti di ruoli all’interno della coppia (da amanti a genitori), l’accettazione passiva del rifiuto sessuale, il bisogno di proteggere la diade madre-bambino, la stanchezza.

Bisogna considerare che il neonato ha costantemente bisogno della figura di accudimento e, soprattutto quando si nutre dal seno materno, si crea un legame scandito anche da modi e tempi che non prevede sostituti. Allo stesso tempo, molte donne dichiarano di non riuscire ad avere un rapporto sessuale con il partner proprio perché il corpo viene vissuto esclusivamente come fonte di nutrimento e accudimento per il bambino.

Nelle prime settimane dopo il parto un calo del desiderio può essere fisiologico, ma è importante che la coppia impari a ricreare l’intimità, mettendo in campo le risorse necessarie a generare un nuovo equilibrio, che sarà sicuramente diverso, ma in grado di donare risultati altrettanto appaganti.

 

Come fare?

Innanzitutto ritagliandosi degli spazi da dedicare ad attività piacevoli, come ad esempio una cena a due (quando possibile), così da ristabilire pian piano quella vicinanza che esisteva prima dell’arrivo del bambino; per quanto riguarda il contatto fisico, invece, non vanno sprecati gli attimi da dedicare ai baci, coccole, massaggi, perché ricordiamo che sessualità non vuol dire esclusivamente rapporto penetrativo.
Per facilitare questo processo risulta fondamentale proteggere le abitudini di coppia prima e durante la gravidanza.
Infine, non dimentichiamo che uno degli ingredienti che consentono di vivere una relazione sana è la comunicazione; condividere con il partner i pensieri, le emozioni e i desideri del momento permette all’altro di comprendere cosa sta accadendo, evitando fantasie che potrebbero innescare un circolo vizioso di dubbi e fraintendimenti.

La persona con cui avete scelto di condividere l’importante progetto della genitorialità sarà la stessa con la quale tracciare un percorso che vi permetta di ritrovare quei momenti di spensieratezza e intimità che caratterizzavano la vostra vita da amanti.