Riabilitazione oncologica

La dott.ssa Silvia Lunardon è una fisioterapista speciale, oltre che specializzata: si occupa di riabilitazione linfologica e oncologica. Le ho chiesto di parlare di questo tema nella speranza che possa essere di aiuto a chi si trova ad affrontare le conseguenze di un intervento chirurgico.

 

Squilla il telefono di lavoro. Rispondo.
<<Buongiorno, parlo con la dottoressa Lunardon? È lei che fa linfodrenaggio?>>
<<Sì, sono io. Come posso aiutarla?>>

Nell’immaginario comune, chi si occupa di gonfiori di vario genere nel corpo è chi “fa linfodrenaggio”. Nel trattamento degli edemi (nome tecnico del “gonfiore”), in realtà, è indispensabile e obbligatorio saper usare molti altri strumenti e tecniche: esercizio terapeutico, bendaggi, compressioni e contenzioni elastiche, oltre alla capacità di informare ed educare la persona a prendersi cura di sé per questa problematica. Tutto questo si chiama riabilitazione linfologica. Quando parliamo di edemi in riabilitazione oncologica tutto diventa un po’ più complesso, perché la riabilitazione in questo ambito è tanto sfaccettata quanto poco conosciuta e diffusa. Per questo oggi voglio accompagnarvi in un piccolo tour all’interno di questo mondo: sapere cosa possiamo fare è la base per aiutare noi stessi e chi ci è vicino a cercare il supporto migliore in queste situazioni.

<<Ho fatto un intervento per tumore al seno alcuni mesi fa, ma da due settimane vedo che si gonfia il braccio del lato operato. Il mio fisioterapista mi ha detto di rivolgermi a lei, perché lei si occupa di queste cose…>>

A seguito di un intervento di asportazione di linfonodi (es. in ascella, all’inguine, al collo) o dopo la terapia radiante, potrebbe comparire un gonfiore del braccio, della gamba o del viso, oppure una sensazione di pesantezza e gonfiore al seno, all’ascella, al ventre, al volto (a seconda della zona operata). Si chiama edema (generalmente linfatico) e, in parole semplici, è un gonfiore persistente di una parte del nostro corpo, dovuto ad un problema della circolazione linfatica e/o venosa (le cause e i fattori partecipanti possono essere diversi).
In questi casi, la riabilitazione linfologica entra in gioco per: ridurre la sensazione di gonfiore o ridurre il gonfiore se già presente; indirizzarci verso esercizi e attività fisica adeguati, che possano aiutare a controllare il problema; insegnarci cosa possiamo fare da soli per migliorare la situazione (come avere cura della pelle, come evitare peggioramenti e complicanze). Con quali strumenti? La base di tutto è una valutazione appropriata e completa, per capire cosa è necessario fare nel nostro caso specifico. Il trattamento che ne segue può includere bendaggi di vario tipo, esercizio terapeutico, linfodrenaggio manuale (sanitario), elastocompressioni o elastocontenzioni (le famose “maniche/calze compressive”) ed eventualmente anche altre tecniche complementari (ma non sostitutive!).
Una volta iniziato il percorso di trattamento, in base alla situazione può essere necessario fare dei trattamenti intensivi prima e di mantenimento poi (lungo tutto l’anno e spesso per molti anni, perché è una condizione cronica), per tenere sotto controllo il gonfiore ed evitare che peggiori. In altri casi, invece, può essere sufficiente fare dei controlli periodici di monitoraggio (anche con trattamenti al bisogno), per individuare precocemente eventuali cambiamenti e contrastare il più possibile la comparsa del gonfiore.

E se compare un gonfiore diffuso in tutto il corpo durante i cicli di chemioterapia? Anche in questo caso, la riabilitazione linfologica e oncologica possono aiutare a trovare le strategie migliori per gestire e ridurre i sintomi che questo gonfiore porta. Individuare la forma di esercizio fisico più adatta in quel momento, sia per la salute globale sia per la riduzione del gonfiore, e le strategie di auto gestione a casa migliori per noi può portarci molti più benefici di quanto ci aspettiamo (e non solo per il gonfiore). D’accordo con il fisioterapista che ci segue e con la nostra équipe medica, possiamo scegliere di fare anche dei trattamenti di linfodrenaggio manuale, utilizzare delle elastocompressioni (es. calze) o altri strumenti.

Il telefono squilla di nuovo.
<<Buongiorno, dottoressa Lunardon? Mi hanno dato il suo numero, la chiamo per mia madre; è seguita dal servizio di Cure Palliative […]>>

C’è un altro momento in cui il linfodrenaggio entra nella riabilitazione oncologica (in particolare, nelle Cure Palliative): il momento in cui compaiono dolore e gonfiore che peggiorano con la progressione della malattia.
La riabilitazione oncologica, infatti, ha l’obiettivo fondamentale di ridurre al minimo l’impatto della malattia e delle cure sulle capacità fisiche della persona – sia nella persona in corso di guarigione, sia nella persona che si trova a convivere con il cancro più a lungo. I metodi della riabilitazione palliativa sono gli stessi (esercizio terapeutico, attività fisica, linfodrenaggio manuale, tra gli altri); quando la malattia sembra non rispondere alle cure, quello che cambia è il focus del percorso: meno dolore, più autonomia, più sollievo, per tutto il tempo necessario.
Possiamo mantenere sotto controllo il gonfiore che può comparire e peggiorare rapidamente, alleviare il dolore fisico, ma soprattutto conservare la nostra libertà di movimento il più a lungo possibile. Camminare, fare le scale, alzarci dal letto e dalla sedia, vestirci e lavarci in autonomia, fare ciò che ci piace e ci è possibile: senza la riabilitazione, tutto può diventare rapidamente più difficile.

Sapere che la riabilitazione, dopo un intervento o in una fase avanzata, può aiutarci davvero è la base per sapere cosa cercare e cosa chiedere nel momento del bisogno.
Un ottimo supporto è fornito da molti ospedali in ambulatorio e a domicilio, nei servizi di Medicina Fisica e Riabilitazione o Cure Palliative e Terapia del Dolore, e da fondazioni che offrono assistenza medica e sanitaria ai pazienti e alle famiglie, anche gratuitamente.
I professionisti sanitari che possono aiutarci ci sono. Sapere che esistono significa poterli trovare.

 

Fonti e bibliografia:
La riabilitazione in oncologia, MP Schieroni et al, 2017
Libro bianco sulla riabilitazione oncologica in Italia, F.A.V.O. e Ministero della Salute, 2008