Sviluppo psicosessuale nei bambino

Qualche mese fa ho chiesto alla Dott.ssa Sara Rosato (sessuologa) come comportarsi con bimbi piccoli che iniziano a scoprire il loro corpo.

 

Autostimolazione infantile: istruzioni d’uso per genitori

Sin dai primi anni di vita i bambini e le bambine esplorano il proprio corpo, si osservano e si confrontano con gli altri bambini con curiosità, nella scoperta delle differenze.
In questa fase di esplorazione possono facilmente sperimentare che, accarezzando una o più zone del corpo, riescono ad ottenere sensazioni piacevoli e, tra queste zone, sono inclusi anche i genitali.
Solitamente i bambini tendono a toccarsi direttamente, mentre le bambine scelgono forme di autostimolazione indiretta, come stringere le cosce, dondolarsi o aiutarsi con oggetti inanimati.
Accade spesso che, nel momento in cui gli adulti sorprendono i propri figli (o nipoti) nell’atto di stimolare i genitali, nasca in loro una forte preoccupazione associata ad imbarazzo, con conseguenti azioni punitive o rimandando al minore frasi che associano il gesto a qualcosa di estremamente negativo.
Sicuramente la masturbazione infantile può risultare un tema scottante, soprattutto per quei genitori che sentono di non avere strumenti per gestire la situazione; molti pensano che sia troppo presto occuparsi di questi comportamenti, rimandando il discorso a “quando saranno più grandi”.
E’ importante invece sapere che l’autostimolazione è molto comune sia per i bambini che per le bambine e che non è un comportamento pericoloso per la salute, né renderà il bambino stesso un “perverso” in età adulta. Al contrario, il gioco sessuale è importante per lo sviluppo dell’identità di genere, rappresenta un comportamento utile per la conoscenza di sé e la differenziazione con i pari.

Quale atteggiamento adottare come genitori?
Innanzitutto è fondamentale non proibire a prescindere il comportamento con un secco “non si fa!” oppure con atteggiamenti punitivi. E’ fondamentale invece normalizzare questa azione, spiegando, con un linguaggio adatto all’età del bambino, che alcuni gesti si fanno a casa, magari nella propria cameretta, in determinati momenti e che si tratta di un qualcosa di personale ed intimo. Conoscendo il vostro bambino e le vostre dinamiche comunicative, sicuramente riuscirete a trovare il linguaggio adatto a trasmettere questo messaggio.
Approfittando di eventuali domande che vi verranno poste potrete dare altre informazioni che riguardano la sessualità, aiutandovi anche con libri specifici per la fascia d’età di vostro figlio. E’ importante spiegare le parti del corpo, chiamandole con il proprio nome e magari, solo successivamente, con nomignoli; questo aspetto favorisce una maggiore conoscenza di sé.
Inoltre, osservando il bambino, si può cercare di comprendere che significato viene dato alla stimolazione dei genitali: ad esempio, alcuni lo fanno per rilassarsi e tranquillizzarsi, in altri momenti invece può essere un’azione messa in atto per noia; in quest’ultimo caso si possono creare alternative, come ad esempio giocare o fare altre attività insieme.
Se invece notate che l’autostimolazione viene messa in atto in modo compulsivo e sostituisce altre attività che il bambino considera piacevoli, in questi casi è utile confrontarsi con un pediatra o direttamente con uno psicologo, per verificare che alla base di questo comportamento non ci sia un disagio specifico.
Intorno ai tre anni i bambini iniziano a percepire da parte degli adulti atteggiamenti di disapprovazione nei confronti di comportamenti genitali e questo può destare confusione; al contrario, bambini e bambine, ragazzi e ragazze hanno bisogno di buoni esempi e di dialoghi aperti con gli adulti per costruire la propria identità sessuale e le competenze affettive.
Vivere con serenità questa fase dello sviluppo psicosessuale del proprio figlio permette di trasmettere messaggi rassicuranti ai bambini stessi, è quindi importante aprire un dialogo ed educare alla sessualità già dai primi anni di vita, così da supportare il corretto sviluppo psicosessuale del bambino. Questo vi servirà come allenamento per trattare argomenti più specifici sull’affettività e sessualità quando cresceranno.
Per fare tutto ciò bisogna, in primis, accettare i propri figli come persone dotate di una sessualità personale, che prima o poi avrà bisogno di emergere e che dovrà essere vissuta dalla persona stessa con la massima consapevolezza.
Nel momento in cui sentite di non farcela da soli, potrebbe essere utile dialogare con altri genitori; il confronto e lo scambio di esperienze potrebbe essere un buon mezzo di rassicurazione e sostegno in questo percorso.
Ricordiamo che messaggi chiari e positivi nei confronti dell’affettività e sessualità rappresentano dei semini importanti che permettono ai bambini e alle bambine di crescere con una maggiore consapevolezza del proprio mondo affettivo e sessuale e che, di conseguenza, favoriscono il rispetto di sé e delle persone con cui costruiranno relazioni.

 

QUALCHE TESTO DA LEGGERE INSIEME ALLE BAMBINE E AI BAMBINI:

  • Così sei nato tu 4-7 anni. Una storia in rima per spiegare come nascono i bambini.
    Autore: Alberto Pellai.
  • Così sei fatto tu 5-9 anni. Una storia in rima per spiegare le differenze tra maschi e femmine.
    Autore: Alberto Pellai
  • Programma di educazione sessuale 3 -6 anni.
    Autore: Roberta Giommi, Marcello Perrotta.
  • Programma di educazione sessuale 7 -10 anni.
    Autore: Roberta Giommi, Marcello Perrotta.
  • Col cavolo la cicogna!
    Autore: Alberto Pellai, Barbara Calaba (fascia d’età: dai 9 anni).
  • Piselli e farfalline…Son più belli i maschi o le bambine?
    Autore: Vittoria Facchini (fascia d’età: dai 5 anni).
  • La sessualità spiegata ai bambini.
    Autore: T. Viana (fascia d’età: dai 7 anni).

 

Dott.ssa Sara Rosato, Psicologa con specializzazione in Sessuologia