Post parto: depressione e maternity blues – pt. 1

Non è una sorpresa che la pandemia abbia avuto un forte impatto sulla psiche delle persone, in particolare su quella delle neo mamme.

Ho coinvolto due professioniste che stimo, la dott.ssa Alessia Pellegrini e la Dott.ssa Sara Baggetta per parlare di maternità e benessere psichico: ne è uscito un bellissimo articolo (in due parti) sulla depressione post-partum.

La fase successiva al parto, soprattutto le prime settimane dopo, possono essere molto difficili e complesse per la mamma e i neo genitori: ci sono nuove routine da stabilire, cambiamenti, piano piano si deve comprendere cosa il neonato vuole dirci e imparare a conoscerlo e conoscere i suoi bisogni. Tutto questo poi verrà in automatico, se avrai frequentato corsi e percorsi in gravidanza sarai sicuramente più pronta a capire cosa succederà e questo può aiutarti, ma in ogni caso il periodo del post parto spesso è destabilizzante.
Nell’immaginario collettivo si dà per scontato che una donna neomamma sia felice ed è quasi impossibile immaginare che possa essere triste, arrabbiata o soffrire di depressione post-partum. Nonostante la gioia e la soddisfazione che una coppia vive fin dalla gravidanza, con la nascita del bambino una donna si trova a dover far fronte ad alcuni importanti e complessi vissuti emotivi, che la preparano ad acquisire il nuovo ruolo di madre. Questo passaggio è molto delicato, in quanto può far riemergere ferite emotive legate al rapporto avuto con i propri genitori, in particolar modo – per la donna – con la propria madre. Queste ferite se non sono state rimarginate necessitano di uno “spazio” in cui è possibile dar voce alle proprie emozioni e vissuti, affinché la donna possa essere libera da tutte quelle strutture che la incatenano a vincoli emotivi passati e non vadano ad intaccare il modo in cui desidera essere madre.

 

COSA SONO I MATERNITY BLUES?

Nei primi giorni di vita del bambino la donna può vivere degli sbalzi d’umore e crisi di pianto, scatenati anche dai diversi cambiamenti ormonali e fisici tipici del post parto, che la portano a vivere stati emotivi di profonda tristezza e affaticamento, il cosiddetto Maternity Blues (o Sindrome del terzo giorno). Spesso questi stati emotivi sono accompagnati da mille dubbi, preoccupazioni che possono riguardare la salute del proprio bambino, ansia e aspettative sulla propria capacità genitoriale. Seppur tutto questo sia normale, bisogna anche dire che la mamma può vivere momenti di sconforto dovuti a risentimenti nei confronti del figlio, ad esempio quando il bambino si rifiuta di mangiare, non si attacca bene al seno, si risveglia ripetutamente o piange spesso. Spesso e volentieri questi sentimenti non vengono accettati né dalla mamma, che si sente in colpa, né tanto meno dalle persone vicine o dal contesto sociale, in quanto si vive ancora nello stereotipo della maternità idilliaca, rosea, in cui la mamma non può minimamente lamentarsi di quanto sia stanca e provata e si ritrova costretta a mascherare il suo stato d’animo con un’apparente felicità.
Tuttavia questo stato emotivo è transitorio, la sua durata può variare da alcuni giorni fino al massimo 15 giorni circa, e tende a diminuire spontaneamente. Pertanto è importante sostenere la neomamma lasciandola libera di esprimere le proprie emozioni, aiutandola ad accogliere queste reazioni senza allarmarsi né tanto meno minimizzarle. La neomamma ha bisogno di aiuti concreti come un bel pasto caldo già pronto, qualcuno che le tenga il bambino mentre lei si fa una doccia, essere aiutata nelle pulizie della casa, piuttosto che di consigli, a meno che non sia lei stessa a richiederli.

 

DEPRESSIONE POST-PARTUM: COME SI MANIFESTA.

Le donne che soffrono di depressione post-partum vivono un profondo senso di inadeguatezza, si sentono incapaci, vuote, inutili, fino a desiderare, nei casi più gravi, di non vivere più.
Per diagnosticare una depressione post-partum si devono individuare almeno cinque sintomi tra quelli elencati per un arco di tempo di almeno due settimane:

  • Umore depresso
  • Anedonia (perdita di piacere)
  • Modificazione del peso e/o dell’appetito
  • Alterazione del sonno
  • Astenia (perdita di energie)
  • Isolamento
  • Sentimenti di colpa e di inutilità, bassa autostima, impotenza e disvalore
  • Ansia e relativi connotati somatici
  • Perdita della libido
  • Riduzione della concentrazione
  • Pensieri ricorrenti di morte e/o progettualità di suicidio
  • Agitazione o rallentamento psicomotorio.

Solo il 10-15% della popolazione arriva a manifestare sintomi significativi. La depressione post-partum può influenzare anche i comportamenti della madre nei confronti del bambino e il modo in cui se ne prende cura. Ci sono madri che riescono comunque a prendersi cura del proprio bambino in modo efficace, rispondendo ai suoi bisogni, sostenendone uno sviluppo positivo. Altre invece, vivono con ansia le innumerevoli richieste del bambino, le quali possono generare sentimenti di rabbia, ostilità e tristezza talmente forti tanto da rendere difficile la relazione tra i due. Queste reazioni possono portare la mamma ad evitare qualsiasi tipo di contatto e vicinanza con il proprio bambino.

 

MATERNITY BLUES E DEPRESSIONE POST-PARTUM: QUAL E’ LA DIFFERENZA?

Il periodo dopo il parto, lo sbalzo ormonale e le difficoltà in cui ti verrai a trovare sono normali e fisiologiche: si esprimono con il termine Maternity Blues o Baby Blues. Può durare qualche settimana (in genere due settimane dopo il parto) e determinare un’alternanza di umore instabile, giorni più difficili in cui vedrai tutto nero, sarai stanca, magari ti verrà da piangere, insieme a giorni più spensierati, dove sarai felice e vedrai tutto positivo. Questa è una condizione fisiologica e si differenzia dalla depressione post-parto, una condizione patologica che può coinvolgere interi mesi dopo il parto e, come dicevamo, si sviluppa in circa il 10-15% delle mamme, con caratteristiche differenti.